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Cassazione 4 ottobre 2016 n. 19811 – Nullo il matrimonio se la donna eccepisce tardivamente la prolungata convivenza in sede di delibazione

  • 11 ottobre 2016
  • avv. Maria Martignetti

Rosso tramonto... cuore infrantoUn uomo agisce davanti all’autorità giudiziaria italiana competente – la Corte d’appello – per il riconoscimento dell’efficacia della sentenza ecclesiastica anche per la legge dello Stato.

La Corte d’appello respingeva la domanda,  ritenendo che le parti avevano convissuto per tre anni nel periodo successivo alla celebrazione del matrimonio e la circostanza ostava al riconoscimento dell’efficacia della sentenza ecclesiastica. La convivenza triennale “come coniugi” è, infatti, una situazione di ordine pubblico ostativa alla delibazione della sentenza ecclesiastica di nullità del matrimonio.

La prima sezione della Corte di cassazione,  con sentenza 4 ottobre 2016  n. 19811, tuttavia, rileva, che la convivenza triennale “come coniugi”, quale situazione giuridica di ordine pubblico ostativa della delibazione della sentenza canonica di nullità del matrimonio, essendo caratterizzata da una complessità fattuale strettamente connessa all’esercizio di diritti, all’adempimento di doveri ed all’assunzione di responsabilità di natura personalissima, è oggetto di una eccezione in senso stretto non rilevabile d’ufficio, né opponibile dal coniuge, per la prima volta, nel giudizio di legittimità.

E di tale circostanza di fatto dovrà tenere conto la Corte d’appello, destinata a pronunciarsi nuovamente sulla richiesta presentata dall’uomo come giudice del rinvio

 

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