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Tribunale di Roma 23 giugno 2016 n. 12776: intervento al ginocchio senza benefici – condannati chirurgo e casa di cura

  • 16 luglio 2016
  • avv. Maria Martignetti

Medico, Tux, Animale, Uccello, Bonnet, OspedaleIl Tribunale di Roma, Sezione Tredicesima Civile, G.I. dott. Moriconi, con sentenza 23 giugno 2016 n. 12666 condanna sia un chirurgo che una casa di cura, a seguito di un errato intervento chirurgico subito da una donna per la ricostruzione del legamento crociato del ginocchio destro.

Sono evidenti, ad avviso del Giudice, gli errori commessi dal chirurgo sia prima, sia durante, sia dopo l’operazione:

  • l’aver effettuato un intervento di ricostruzione del legamento su ginocchio immobilizzato da circa un mese e con apparato muscolare ipotonico costituisce la premessa di un fallimento, ovvero di un cattivo risultato;
  • l’aver erroneamente posizionato nel corso dell’operazione la vite di fissazione tibiale che appare essere troppo anteriore e mediale, sì da impedire la completa estensione del ginocchio» e da favorire la rottura del trapianto. Ciò produceva un effetto di “impingement” con la gola femorale, impedendo la completa estensione del ginocchio e favorendo la rottura del trapianto.
  • Inoltre «l posizionamento errato del ginocchio nel postoperatorio e la sua mancata protezione sollecitavano il nuovo legamento e inducevano stress sulla fissazione, provocandone l’allungamento. Dunque in questa seconda fase del trattamento sono ravvisabili profili di criticità poiché la non corretta tutela del ginocchio agiva da ulteriore elemento di pregiudizio sul trapianto già di per sé instabile per le ragioni succitate.

Di qui la necessità del 2° trattamento chirurgico cui la paziente veniva sottoposta.

In danno stimato in toto in € 12.000,00, veniva posto a carico, per un quinto, nei rapporti interni anche della Casa di cura: essa, infatti, aveva comunque il comito di selezionare, controllare e adeguare costantemente la scelta dei medici che operano al suo interno.

 

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