Martignetti e Romano - Studio Legale
Header Logo

Articoli e sentenze, suddivisi per aree tematiche

Corte Europea per i Diritti dell’Uomo – Sentenza Hodson del 13 ottobre 2015, n. 66655/13 – Tre bambini sottratti ingiustamente alla loro famiglia – Condannato lo Stato Italiano

  • 1 novembre 2015
  • avv. Maria Martignetti

Perchè ??????Il caso.

L’autorità giudiziaria italiana ordina la separazione di una madre dai suoi tre figli a causa di asserite difficoltà familiari ed un suo momento di depressione personale. I bambini vengono portati prima in Comunità e poi separatamente adottati, non ostante la grossa tristezza e sofferenza patita per l’allontanamento sia dalla madre che dagli altri fratelli, accertato anche tramite c.t.u.

La madre decide di ricorrere ai giudici di Strasburgo chiedendo che venga accertata la violazione del diritto al rispetto della vita familiare propria e dei suoi figli. In particolare, ad avviso della ricorrente, i giudici italiani avrebbero sbagliato ignorando il parere reso sia dai servizi sociali che dal consulente tecnico, non accorgendosi che i bambini non erano in uno stato di abbandono ma che, anzi, quella che si trovava a vivere la famiglia era una situazione contingente, che i piccoli erano stati non solo tolti alla mamma, ma anche separati tra loro, affidati e poi dati in adozione a famiglie diverse.

La Corte accoglie il ricorso e condanna l’Italia, anche in via pecuniaria, evidenziando: – che l’ingiustizia della decisione ha inciso profondamente nella vita di queste persone: ha spezzato i legami familiari, non solo con i genitori ma anche tra fratelli; – che prima dell’adottabilità avrebbero dovuto essere fatti tutti i tentativi necessari per evitarla; prima di allontanare i bambini dai propri genitori devono essere prestate – ai bambini e ai genitori – tutte le forme possibili di aiuto; – che, conseguentemente, nel caso in esame, sussiste la violazione dell’art. 8 della Convenzione dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali, in materia di Tutela della Vita Privata e Familiare.

Alla luce di questa sentenza sarà possibile cercare di mettere in discussione le decisioni del Giudice Italiano, passate in giudicato, anche nell’ambito del processo civile, trasponendo il medesimo principio e  chiedendo che i figli vengano restituiti ai loro genitori.

 

Allegati

 

Trovi interessante questo articolo? Condividilo!

 

«Dinanzi al magistrato non si va per tacere ma bensì per parlare, per far conoscere le proprie ragioni e i torti dell’avversario con dichiarazioni precise, positive e pertinenti alla lite» (L. MORTARA)