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Si al risarcimento del danno, oltre all’addebito, se il tradimento del marito lede l’onore e la dignità della moglie Cass. civ. Sez. VI – 1 Ordinanza, 28/09/2015, n. 19193

  • 1 ottobre 2015
  • avv. Maria Martignetti

Se il coniuge continua con la relazione extraconiugale facendo credere, con atteggiamenti equivoci e mistificatori, che la crisi è superata, deve pagare un cospicuo risarcimento alla moglie, perché così facendo ha leso la sua dignità cagionandole uno stato di depressione.

Lo afferma la Cassazione, Sez. VI – 1 con ordinanza, 28/09/2015, n. 19193

Aggiunge poi la Corte, nello stesso provvedimento che l’assegnazione della casa coniugale al coniuge non proprietario è legittima solo ove correlata all’affidamento dei figli minori, ovvero alla convivenza con i figli maggiori di età non ancora autosufficienti, e al loro interesse alla conservazione dell’habitat familiare anche dopo la separazione dei genitori.

Ergo la predetta assegnazione non può costituire una misura assistenziale per il coniuge economicamente più debole.

 

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«Dinanzi al magistrato non si va per tacere ma bensì per parlare, per far conoscere le proprie ragioni e i torti dell’avversario con dichiarazioni precise, positive e pertinenti alla lite» (L. MORTARA)