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Anche le spese straordinarie devono essere preventivamente concordate, se così è previsto nella sentenza di divorzio -Cass. I^ Sezione, 27 aprile 2011 n. 9376

  • 27 aprile 2011
  • avv. Maria Martignetti

Una signora, divorziata, notifica al suo ex marito un decreto ingiuntivo di pagamento al fine di ottenere da lui il pagamento del 50% della spese straordinarie in favore del figlio (nella specie cure dentarie)
L’ex marito propone opposizione, che il Tribunale di Napoli respinge confermando l’opposto decreto ingiuntivo. In appello, la decisione di primo grado viene riformata e il decreto ingiuntivo revocato, in considerazione del fatto che dovendosi ogni decisione interpretare sulla base del contenuto del dispositivo e della motivazione, dal complessivo esame della sentenza che aveva pronunciato la cessazione degli effetti civili del matrimonio delle parti emergeva un esplicito richiamo agli accordi intervenuti tra le stesse, per cui doveva ritenersi operante quanto disposto, ovvero che le spese straordinarie, quali quelle relativa alle cure ortodontiche di cui si controverte, dovessero essere preventivamente concordate tra le parti.
Avverso tale pronuncia la signora ha promosso, inutilmente, ricorso per Cassazione.
La prima sezione della Cassazione, con sentenza 27 aprile 2011 n. 9376, ha osservato, sia pure con riferimento al quadro normativo applicabile, ratione temporis, alla vicenda (antecedente all’entrata in vigore della disciplina in tema di affido condiviso), quanto segue:
a) pur non essendovi coincidenza tra le decisioni di maggiore interesse per i figli e le spese straordinarie, ragion per cui non è configurabile a carico del coniuge affidatario alcun obbligo di previa concertazione con l’altro coniuge sulla determinazione delle spese straordinarie, nei limiti in cui le stesse non implichino decisioni di maggior interesse per i figli, tuttavia, tale principio non è inderogabile, essendo sempre possibile che il giudice determini, oltre che la misura, anche i modi con i quali il coniuge non affidatario contribuisce al mantenimento dei figli, in modo difforme da quanto previsto in linea di principio dalla legge;
b) deve, quindi, verificarsi se con la decisione che, pronunciando sulla cessazione degli effetti civili del matrimonio, aveva dettato i provvedimenti inerenti all’affidamento del figlio, viene disposta anche la previa concertazione in relazione alle spese straordinarie.
c) Nella specie già con la decisione che aveva pronunciato la separazione personale dei coniugi, il Tribunale di Napoli aveva disposto che le spese mediche di carattere straordinario dovessero essere preventivamente concordate tra le parti, ponendole a carico dell’ex marito in ragione del 50 per cento. Successivamente, nel corso del giudizio relativo alla cessazione degli effetti civili del matrimonio, le parti avevano raggiunto degli accordi, ribadendo, tra l’altro, il contenuto di tale statuizione.
d) Risulta, pertanto, correttamente applicato il principio secondo cui nell’ordinario giudizio di cognizione, l’esatto contenuto della pronuncia va individuato non alla stregua del solo dispositivo, ma integrando questo con la motivazione nella parte in cui la medesima rivela l’effettiva volontà del giudice.
e) Ne consegue che, in assenza di un vero e proprio contrasto tra dispositivo e motivazione, è da ritenere prevalente la statuizione contenuta in una di tali parti del provvedimento che va, quindi, interpretato in base all’unica statuizione che, in realtà, lo stesso contiene.

 

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